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Dopo
il fioretto sogno di fare la giornalista
TRIESTE Molti libri e poco fioretto.
Per fiorettista triestina Margherita Granbassi
gran parte delle vacanze trascorreranno
così, all’insesgna dello studio e
con un’inedita pedana da affrontare e vincere,
quella degli esami universitari. Passata
l’euforia della recente affermazione in
chiave europea, per la Granbassi si profila
un’estate da spendere tuffandosi più
nei temi della sua scelta universitaria
che nel mare della "sua" Trieste:
"Ho scelto Scienze della comunicazione
- spiega Margherita, da poco insignita anche
del sigillo trecentesco del Comune -. Chissà,
forse un domani potrei tentare proprio una
carriera giornalistica".
Questo il futuro. Il presente però,
aldilà dello studio, parla di una
serie di obiettivi da centrare in pedana
al servizio della nazionale più avvenente
al mondo, quell’azzurra femminile di scherma
costituita da atlete del calibro della Vezzali,
la Trillini e la Bianchedi: "È
in effetti una nazionale molto quotata e
competitiva - ha aggiunto Margherita -,
con molti elementi di valore. Questo crea
molta concorrenza ed è un aspetto
decisamente stimolante per tutte. Anche
per me". Ma l’antagonista più
agguerrita della Granbassi? Ha un nome particolare,
si chiama "tensione da gara",
ed è riuscita spesso negli ultimi
anni a infilare le stoccate più spettacolari
alla campionessa triestina: "Sì,
in effetti a Coblenza, in Germania, sede
degli ultimi Europei, ho fatto le cose migliori
quando ero lontana dalla mia consueta tensione.
Ma sto migliorando anche in questo senso
- spiega l’azzurra -. La nazionale infatti
ha da tempo reclutato uno psicologo, si
chiama Mauro Gatti. Mi è servito
molto, anche solo per parlare serenamente
e sfogarmi prima degli impegni maggiori".
Francesco Cardella
da "Il Piccolo", 8 agosto 2001
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